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13/10/2009 - 15:39
CON I MISSIONARI, CELEBRAZIONE DI ACCOGLIENZA DEI PADRI SINODALI
"Davanti a noi abbiamo ancora tanti giorni per discutere, confrontarci e riflettere sull'importanza del Sinodo per l'Africa e per la Chiesa di tutto il mondo. Abbiamo bisogno della forza dello Spirito Santo affinché tutto questo si possa realizzare, quindi ben vengano momenti di condivisione e di preghiera come quello di oggi". Con queste parole monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento, ha sintetizzato l'importanza e il valore della celebrazione di accoglienza che Missio e la Cimi (Conferenza degli Istituti missionari in Italia,) hanno organizzato ieri 12 ottobre presso la Chiesa della Traspontina alle ore 19.30. Un evento che è stato introdotto e guidato da don Gianni Cesena, responsabile di Missio, e che ha visto la partecipazione di alcuni vescovi africani partecipanti al Sinodo tra cui monsignor Séraphin François Rouamba, Arcivescovo di Koupéla (Burkina Faso), monsignor Timothée Modibo-Nzockena, Vescovo di Franceville (Gabon), monsignor Vincent Coulibaly, Arcivescovo di Conakry (Guinea), monsignor. Jean-Noël Diouf, Vescovo di Tambacounda (Senegal), monsignor Francisco João Silota, Vescovo di Chimoio (Mozambico), monsignor Odon Marie Arsène Razanakolona, Arcivescovo di Antananarivo (Madagascar), monsignor Edmond Djitangar, Vescovo di Sarh (Ciad), monsignor Vincent Landel, Arcivescovo di Rabat (Marocco). È stata una celebrazione africana in tutti i sensi, anche grazie ai canti africani in lingua originale che hanno accompagnato i momenti di preghiera e scandito i ritmi di un incontro in cui si è voluto porre l'accento, come testimoniato durante la lettura del Vangelo, sull'importanza di lottare per perseguire la verità, la giustizia, la pace, la comunione. Un monito che ricorda l'importanza di non voltare le spalle alle tragedie che stanno martoriando il continente africano, come sottolineato da monsignor Djitangar: "Perché in Africa - ha precisato il vescovo - ogni abitante del villaggio è chiamato fratello e ogni cristiano ha in comune un solo Padre".


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