|
 |
| 5/10/2009 - 13:11 |
| SINODO AFRICANO (2): MEDITAZIONE DI BENEDETTO XVI INTRODUCE I LAVORI |
"La carità non è una cosa individuale, ma universale. Universale e concreta. Occorre aprire realmente i confini tra tribù, etnie, religioni all'universalità dell'amore di Dio nei nostri luoghi di vita, con tutta la concretezza necessaria": con questo auspicio si è conclusa la meditazione con la quale stamani in Vaticano Benedetto XVI ha introdotto la prima Congregazione generale del Sinodo dei Vescovi per l'Africa. Il Papa ha invitato i presuli africani ad affrontare i lavori sinodali con il cuore aperto alla Spirito di Dio, senza il quale - ha affermato - ogni analisi solo umana della realtà è "insufficiente". Rivolgendosi ai presuli africani, il Papa ha invocato l'aiuto dello Spirito Santo, unico strumento che permette di "conoscere" le realtà umane "alla luce di Dio". Benedetto XVI ha infatti messo in guardia dai limiti delle valutazioni del contesto sociale africano che, pur competenti, vengono formulate seguendo binari di tipo meramente sociologico. Analisi "orizzontali", le definisce il Pontefice, prive dell'aggancio con la dimensione "verticale". "Se la prima relazione, quella fondante, non è corretta - ha detto Benedetto XVI, le cui parole sono state riportate da Radio Vaticana - tutte le altre relazioni non funzionano dal fondo. Perciò, tutte le nostre analisi del mondo sono insufficienti se non consideriamo il mondo alla luce di Dio, se non scopriamo che alla base delle ingiustizie, della corruzione c'è un cuore non retto, c'è una chiusura verso Dio, e quindi una falsificazione della relazione fondamentale sulla quale sono passate tutte le altre".
|
|
|
|
|
<< Indietro
|
|
|
|
|
|
|